Sicurezza alimentare

Toxoplasmosi e gravidanza

La toxoplasmosi è una zoonosi causata dal Toxoplasma gondii, un microrganismo che vive all’interno delle cellule. Il parassita può infettare moltissimi animali e può trasmettersi da un animale all’altro attraverso l’alimentazione con carne infetta, ma anche attraverso le feci di gatto e nel terreno in cui abbia defecato un gatto o un altro animale infetto.

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Come congelare i derivati del latte

La congelazione di latte, burro o formaggio richiede il rispetto di alcune regole per evitare il deterioramento dei prodotti.

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La congelazione di latte, burro o formaggio richiede il rispetto di alcune regole per evitare il deterioramento dei prodotti.

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Come congelare pane e prodotti da forno

La congelazione del pane, della pasta per torte e pizze e della maggior parte dei prodotti da forno, non presenta alcuna difficoltà. Ricordate, però, che manterrano il loro stato al momento della congelazione, perchè la permanenza dotto zero non li rafà diventare più freschi. E’ utile conservare soprattutto pane e biscotti fatti in casa, o una riserva di pane per quando non avete a disposizione quello fresco.

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Leggere le etichette: frutta e verdura fresca e sfusa

Nei mercati rionali, nei negozi ortofrutticoli e nei reparti ortofrutta dei supermercati dove si pratica la vendita al minuto dei prodotti freschi e sfusi, la scelta nell’acquisto è facilitata dalla possibilità di vedere la merce.

Alcune caratteristiche sono però invisibili o poco riconoscibili. Per questo la normativa impone l venditore di fornire alcune informazioni fondamentali su natura, provenienza e qualità dei frutti e degli ortaggi in vendita.

Il metodo di coltivazione

Mentre il paese di provenienza è sempre indicato, il metodo di coltivazione resta un rebus. Se i prodotti provengono dai campi o dalle serre lo si può intuire soltanto davanti a frutti palesemente fuori stagione. Per il resto non esiste alcuna indicazione utile.

Il metodo di coltivazione deve essere specificato soltanto quando è di agricoltura biologica. Per il resto, le tecniche convenzionali coincidono ormai con la cosiddetta “agricoltura a lotta integrata”, che mira alla riduzione e rigoroso controllo dell’impiego di fitofarmaci nelle colture.

La lotta integrata persegue la riduzione dell’impatto ambientale delle attività agricole, attraverso l’adozione di tecniche agronomiche avanzate e l’impiego in campo di fitofarmaci a bassa tossicità.

La normativa comunitaria delega agli stati membri il compito di declinare la misura a livello nazionale.

Per l’Italia, primo paese a introdurre la lotta integrata in agricoltura, la pratica è descritta dal D. Lgs. 150/12 nei seguenti 8 punti:

  • Uso di tecniche integrative (mezzi agronomici, genetici, igienici, impiego di organismi utili);
  • Monitoraggio, previsione e allertamenti meteo;
  • Soglie di intervento territoriali;
  • Ricorso prioritario alle soluzioni biologiche e fisiche, ove possibile;
  • Piani fitosanitari selettivi;
  • Contenimento delle dosi e del numero dei trattamenti chimici;
  • Diversificazione delle sostanze attive per limitare l’insorgenza di resistenze;
  • Verifica del grado di successo delle strategie impiegate.

I prodotti a chilometro zero

Acquistare direttamente dal produttore agricolo è una scelta sempre più praticata dagli italiani, che dimostrano di apprezzare i mercati a chilometro zero, vale a dire animati dai produttori locali.

I farmer market sono considerati la migliore soluzione per evitare il trasporto di merci da paesi lontani e quindi diminuire le emissioni di anidride carbonica, per spendere meno e meglio e trovare prodotti più freschi.

Considerazioni, però, valide fino ad un certo punto: secondo la normativa sulla vendita diretta il produttore a chilometro zero può infatti vendere fino al 49% di merce acquistata da altre aziende agricole, anche distanti centinaia di chilometri. Senza perdere di vista i prezzi, talvolta sproporzionati.

Voci in etichetta

  1. Denominazione e varietà: Secondo quanto prescritto dalla normativa, assieme alla denominazione deve anche essere precisata l’eventuale tutela DOP o IGP del prodotto e l’origine da agricoltura biologica;
  2. Origine: È intesa come paese di provenienza. Per i prodotti nazionali è spesso indicata volontariamente anche la regione;
  3. Categoria: Dalla extra alla II, riferisce la qualità commerciale del prodotto. Può variare a seconda delle specie;
  4. Calibro: Si riferisce alla grandezza, intesa come dimensione o peso del frutto, e può essere volontariamente indicato nel calibro. È precisato per alcuni prodotti. I prodotti soggetti alle indicazioni di calibro sono: mele, agrumi, kiwi, pesche e nettarine, pere, fragole, peperoni dolci, uva da tavola, lattughe, indivie ricce, scarole e pomodori.
  5. Prezzo: Se indicato per quantità predefinito, deve comunque venire riferito anche a un kg di prodotto.

Dal fresco al precotto

In base al grado di lavorazione, l’ortofrutta è classificata in cinque tipologie:

  • I gamma, ortofrutta fresca tradizionale;
  • II gamma, conserve vegetali pastorizzate-sterilizzate;
  • III gamma, frutta e ortaggi congelati;
  • IV gamma, frutta e ortaggi freschi e naturali, ma tagliati e pronti all’uso;
  • V gamma, ortaggi precotti, senza l’aggiunta di ortaggi e condimenti. Dopo una prima lavorazione preliminare vengono precotti, sterilizzati e confezionati sottovuoto o cotti al vapore, grigliati o lessati e confezionati in atmosfera protettiva.

Le conserve casalinghe: come eseguirle correttamente

Il desiderio di gustare cibi genuini e la sicurezza di sapere “cosa c’è dentro” i barattoli ha contribuito a un ritorno di interesse verso la produzione casalinga di marmellate e conserve. Scegliere frutta e verdura fresche e coltivate senza pesticidi, evitare l’uso di additivi, dosare gli ingredienti nella quantità desiderata, sono i vantaggi che una preparazione casalinga offre. Attenzione, però, occorre seguire scrupolosamente alcune norme igieniche per evitare intossicazioni alimentari anche molto gravi.

Come procedere

Una conserva non è mai uguale all’altra. Anche se si segue la stessa ricetta e la frutta è stata raccolta dalla stessa pianta, il risultato sarà ogni volta diverso. La riuscita è condizionata da diversi fattori, come il grado di manutenzione di frutta e verdura, la quantità degli ingredienti o il tempo di cottura.

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Normativa sull’etichettatura dei prodotti senza glutine

La normativa sull’etichettatura del prodotto gluten free nel corso degli anni ha subito delle modificazioni.

Come previsto dal Codex Alimentarius, il regolamento definisce “senza glutine” i soli prodotti con contenuto in glutine inferiore a 20 ppm. Il provvedimento, inoltre, consente la definizione “sena glutine” anche per i prodotti destinati al consumatore generale che rispettino, comunque, il limite di 20 ppm.

I prodotti alimentari di consumo corrente che sono conformi alle disposizioni del provvedimento (glutine < 20 ppm) possono essere commercializzati con la dicitura “senza glutine” ma l’apposizione di tale dicitura, per i prodotti di libero commercio, è facoltativa, mentre resta obbligatoria per i prodotti dietetici.

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